Nuove tasse per il mondo del gioco d’azzardo

tasse sul gioco d'azzardo

Quasi tutti i cittadini sanno che lo Stato attinge risorse dal gioco e dai casino migliori con bonus, a volte ne ha attinto a piene mani e si sa che quando il nostro Esecutivo ha qualche buco di bilancio… trova il sistema per “abbeverarsi al pozzo del gioco lecito”. Però per alcuni, politici e non, il gioco significa demonio e, quindi, da questo “demonio” non si possono ricavare tasse “buone” per utilità sociale, come per esempio aiuti al patrimonio artistico, all’ambiente ed ai servizi sociali. Il male non può sovvenzionare il bene. Questo sembrerebbe il mantra che alcuni politici vogliono “far passare”: non avrebbe senso devolvere, per esempio, i proventi del tabacco per curare chi si ammala con le sigarette, così come non avrebbe senso devolvere i proventi del gioco lecito “a buone cause”. Chi procura il problema non può “pretendere” di finanziarne la soluzione!

Ma perché no? La tassa di scopo potrebbe forse essere l’unica soluzione in grado di risolvere i conflitti infiniti tra gioco pubblico, casino migliori in Italia ed enti locali, ma nessuno sembra prenderla in considerazione. In Inghilterra, Spagna, Finlandia, ed anche in una parte della Germania ritengono che il gioco lecito sia una “opportunità” per finanziare progetti sociali nell’interesse, quindi, della collettività che la normale tassazione rischierebbe forse di trascurare. Questo anche se il gioco per taluni continua ad essere “il male assoluto”: bisogna lasciar perdere quel perbenismo e quella “falsa morale” di cui sono “fasciate” le menti di taluni e lasciare spazio ad un percorso sociale che deve sfociare nell’utilità della comunità e del territorio.