Il gioco d’azzardo per il nuovo governo italiano

Il pragmatismo mostrato da Renzi negli ultimi mesi sarà senz’altro un ottimo punto di partenza: speriamo quindi di dimenticarci dell’immobilità politica e dell’ “astensionismo nelle decisioni” che il Governo precedente ha dimostrato nei confronti del settore del gioco pubblico. Renzi ha promesso concretezza ed immediatezza a tutto il Paese ed è di questo di cui ha necessità il settore del gioco pubblico. Troppo a lungo gli operatori hanno aspettato e, concretamente, sono quasi “al lumicino” come forze, sia economiche che nervose: la velocità e la concretezza sono gli elementi necessari per risolvere vecchie e spinose questioni. Se l’approccio di Renzi sarà reale -e non farà solo parte della corsa all’Esecutivo- c’è da aspettarsi una pronta attuazione di quelle disposizioni previste dalla Delega che prevede, come obbiettivo principale, quello di riaffermare la centralità dello Stato sulla disciplina del gioco pubblico, sperando che Renzi “smussi” un poco la “sua personale avversità” per il gioco d’azzardo in generale.

Infatti l’opinione del nuovo premier rispetto al gioco è chiara e davvero non vicina a quella degli addetti ai lavori del comparto del gioco anche se, giova ricordarlo, quando si arriva alla poltrona più importante del Paese, occorre affrontare le materie -tutte- tenendo conto dell’importanza delle stesse e se si parla del gioco non si può da parte dello Stato non riflettere sull’importanza economica ed occupazionale del settore del gioco e del contributo che lo stesso comparto è in grado di dare all’Erario. Quindi il Profeta…. Matteo si dovrà preoccupare più della sostenibilità del comparto, piuttosto che della valutazione etica.